Debitum Naturae

 

Nel villaggio Shinozake vivevano volpi chiamate Shinozaki Kitsune, dedite a compiere malefici e a ingannare gli esseri umani.

Un tale si recò nelle montagne a Oriente, per vendere del pesce salato. Lungo il cammino giunse in una raduna e vide quattro grosse volpi bianche che stavano schiacciando un pisolino, quindi si mise ad urlare a più non posso, spaventando a morte gli animali che fuggirono a gambe levate.

Soddisfatto della vendetta, l’uomo riprese il suo cammino e sul far del tramonto, finalmente raggiunse la casa di un commerciante di pesce. Poiché la moglie del proprietario era morta da poco, giunse proprio durante la cerimonia funebre. L’uomo, conoscente del proprietario, fu invitato a riposarsi e a sorvegliare la casa mentre lui andava a portare la salma al cimitero.

Rimasto solo, l’uomo fu colto da un forte vento improvviso, accompagnato dal fantasma della defunta. Spaventato, iniziò a recitare sermoni buddisti per scongiurare il pericolo, ma il fantasma si mise a ballare, talvolta scagliandosi addosso a lui per cercare di morderlo. Quando per lui, coperto di sangue, c’era ormai ben poco da fare, un paesano lo vide e dette subito l’allarme. Accorse il proprietario che lo gettò a terra, lo bagnò con dell’acqua e come per incanto si ritrovò indenne. Fu chiaro che si trattò dell’atroce scherzo delle volpi.

L’uomo si affrettò a cucinare dell’azukimeshi (riso con fagioli dolci), a bollire del brodo e a portare il tutto nel luogo dove aveva visto gli animali sonnecchiare, per chiedere perdono per lo sgarbo che aveva fatto loro.

 

Fonti: Enciclopedia dei Mostri Giapponesi di Shigeru Mizuki

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