Dal 23 al 26 gennaio 2026 a Milano, ha piovuto. Tante goccioline hanno creato l’atmosfera perfetta per accogliere il bufalo d’acqua a tema Hokusai, lavorato da Magda e Sirah, a una mostra.
Tante goccioline stavano anche annaffiando le numerose persone presenti all’inaugurazione della mostra seguita da “The Holy Art Gallery“, realtà che cura esibizioni artistiche in tutto il mondo. Le ampie vetrate di spazio Milesi, sede dell’esposizione, permettevano di vedere già dall’esterno le imponenti corna del teschio tra varie opere di arte contemporanea.

Vedere selezionato per una mostra di valore internazionale un pezzo realizzato con tanta passione è stato gratificante. In precedenza, “Il drago tra le nuvole” si è misurato con artiste e artisti provenienti da diverse parti del mondo anche a Tokyo, in uno spazio gestito dalla stessa realtà curatoriale. Un onore vedere un’opera dedicata a Hokusai arrivare anche nella terra d’origine dell’artista fonte d’ispirazione. In modo itinerante, il drago ha portato con sé il proprio ruggito. Una forma d’espressione legata alle tradizioni del passato, ma desiderosa di sperimentare e rinnovarsi, di omaggiare artisti e Paesi che hanno contribuito a consolidare il rapporto e il sodalizio tra Sirah e Magda.
L’emozione provata nel vedere questo pezzo esposto sotto gli occhi curiosi di altri artisti e visitatori è stata molta, ma a questa si è aggiunta quella provata nel vedere tante persone riunite per un unico scopo. La celebrazione di questo traguardo ha portato a riflessioni sul lavoro svolto nel corso degli anni. Non solo per quanto riguarda il trattamento delle ossa, ma anche, soprattutto, per la rete che si è creata attorno a questa vita dedicata all’arte.
Abbiamo avuto modo di constatare quanta ricchezza e quanto affetto ci siano attorno al collettivo. Amici e amiche hanno affrontato viaggi di ore per essere presenti a questo evento e chi non ha potuto essere fisicamente lì ha dimostrato vicinanza e supporto con messaggi di congratulazioni che hanno riempito l’anima. Collaboratori e collaboratrici che hanno visto per la prima volta il teschio dal vivo hanno rinnovato il loro supporto, confermando quanto possano essere saldi i legami instaurati.

Oltre alla riconoscenza derivata dalla presenza del bufalo d’acqua nel catalogo di una mostra, risultato che dà speranza per il futuro lavorativo, è stata constatata la gratitudine per essere immersi in un gruppo di persone che crede nelle nostre idee, valori e nella sensibilità artistica. Questo è il vero motore creativo che sprona a dare vita a nuove opere, a progettare il futuro sempre più ricco di pezzi, concetti e legami.
L’oro presente sul teschio ha riflettuto gli sguardi di persone vicine che hanno condiviso un momento felice. Sguardi emozionati tanto quanto quelli di chi questo teschio l’ha visto come una tela bianca su cui lavorare, fino a diventare emblema di un percorso da svolgere insieme tra Afterlife e Arsmacabra, connesse e sostenute da Debitum Naturae. Ogni persona vicina al gruppo di artisti vive questi momenti per ciò che sono, delle tappe collettive di una riuscita, di una presa di posizione, di un’etica da diffondere.
Come l’acqua che durante i giorni dell’apertura della mostra è caduta su Milano, silenziosa ma costante, anche il percorso del collettivo si sta sviluppando in questo modo. Ogni goccia costituisce un nuovo incontro, un ritrovo, un segnale che nutre il terreno con ispirazione e fiducia. Siamo un ecosistema vivo sostenuto dall’arte, acqua che ci lega e crea situazioni come quelle vissute nello spazio Milesi.








