Debitum Naturae

Oggi un post prettamente narrativo e poco filosofico.

È arrivato il perito. Professionale. Appassionato. Emozionato. Mi ha fatto un’impressione meravigliosa. Mi ha subito detto di come lo abbiano colpito già dalla distanza le due querce e di come sia un delitto pensare di eliminarle. Abbiamo parlato a lungo di come sia sottovalutato il valore la forza, e sì, l’intelligenza di questi esseri maestosi. Gli ho dato 1.200 euro. Con il sorriso e senza rimpiangerne nemmeno uno.

E come è andata? Notizie cattive. La carie c’è e non è irrilevante. Il dosso (che esiste da quando esisteva il terreno) soffoca il colletto e l’ultima persona che ha fatto la potatura si è fatto pagare poco, ma ha fatto uno scempio (grazie cognato!)

Ma la serata l’ho finita emozionato e con il sorriso sulle labbra (sì, io, con il sorriso, quindi immaginate) non solo perchè le notizie buone sono più delle cattive ma perchè ho appreso cose che mi hanno GALVANIZZATO.

L’albero sta reagendo in modo forte, veloce e intelligente. Ha allargato la propria base, rinforzato con dei contrafforti di legno nuovo e giovane i margini della ferita e iniziato a isolare dall’interno la parte malata in modo che non possa diffondersi. Legalmente è troppo grande, lì da troppo tempo e troppo preziosa perchè chiunque possa avanzare pretese contro di lei.

La cosa che mi ha assolutamente esaltato è che … “non si può fare niente”. Ovvero nessun intervento magico o mossa di forza. L’esperto è stato chiaro: E’ iniziata una guerra, che è durata anni e ne durerà altri, la vittoria o la sconfitta dipendono interamente da lei e voi potete solo… “supportarla”.

Costerà soldi (monitorare di continuo la situazione almeno i primi e a brevissimo, come immaginavo, iniziare a correggere con una potatura adeguata gli errori passati riducendo il meno possibile la chioma per lasciarla nutrire il più possibile e avere più risorse per la battaglia) e fatica (ci ha suggerito di liberarla dal dosso che la blocca cosa che richiederà un centinaio di ore di scavo a mano), ma le possibilità sono ottime.

Sapere di non avere una bacchetta magica per risolvere tutto avrebbe potuto scoraggiare e invece l’ho trovata una sana ed esaltante lezione di umiltà. La lotta non è nostra, è SUA, e io, NOI possiamo essere solo i suoi piccoli e volenterosi alleati.

L’ho sentita forte, intelligente, determinata esattamente come pensavo. Ho visto tangibile l’ammirazione del perito mentre ne parlava. Strabuzzava gli occhi ad ogni prospezione che era leggermente più positiva di quanto si aspettasse. Due ore che è stato li ed era già innamorato.

Continuava a parlare di Lei e si sentiva forte e chiara quella maiuscola iniziale. Si è emozionato quando gli ho accennato che c’era un pubblico che stava dando una mano. Gli ho regalato Into the Rewild e Orme Selvagge e gli ho ovviamente promesso il ciondolo che avranno tutti quelli che sostengono il progetto (acquistando un pezzo dalla collezione recuperata) realizzato con il legno della sua prima potatura.

Sarò pazzo io ma l’idea di questa guerra mi esalta, forse ancora più di un “tranquillo è tutto a posto”. Mi rileggo gli ultimi post con un rinnovato entusiasmo e affilo le armi.

Lei mi ha (e ha ciascuno che vorrà) al suo fianco.

Sono certo che basterà.

RISPOSTE

Posso solo dire, che meraviglia la Natura e quanto possiamo imparare da essa.”

Nomen omen. Incarna la robur e non potrà che trionfare “

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