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Queste sono parole che Magda di Ars Macabra ha condiviso parlando di Exhumed Garden, un’opera realizzata a quattro mani con Sirah di Afterlife.
Un cambio di paradigma necessario, perché allineato a nuove consapevolezze e sensibilità, anche se fatto con il timore di non soddisfare più le persone che hanno appoggiato il percorso artistico finora. Può sembrare un azzardo proporre un catalogo che ha puntato tutto su una nuova direzione, ma i pilastri su cui si fondano gli ideali che portano alla creazione delle opere sono rimasti immutati.
Exhumed garden, (giardino riesumato), è il primo passo per scavare verso quella direzione, un’evoluzione necessaria che si allinea con gli eventi, le catastrofi, l’instabilità in cui dobbiamo continuare a tentare di sopravvivere. La delicatezza dei fiori non verrà abbandonata definitivamente, ma è arrivata a un punto del ciclo vitale in cui non ha più concime nutriente che le permette di prosperare. Anche per questo è necessario tornare alla visceralità, alla terra, alla putrefazione che genera l’humus apparentemente non accogliente, scavarlo per capirlo al meglio e trovare nuove risorse.




Il fatto di lavorare sulle ossa è già di per sé un collegamento inevitabile con la dimensione più cupa e nascosta della vita. Si dissotterra, si cerca nei luoghi più reconditi dei boschi qualche frammento da onorare. Fino a poco tempo fa erano piante e fiori ad avere il compito di elevare e far rivivere il ricordo degli animali defunti. Ora la direzione è diversa. Si onora entrando in empatia, dialogando con quelle ossa e facendosi raccontare cosa hanno vissuto negli ultimi anni o mesi sottoterra, avviluppate dalla vegetazione invadente. Magari suggeriscono anche i motivi della loro morte, dando modo alle artiste di farsi ispirare e parlare di argomenti magari scomodi e meno immediati rispetto alla delicatezza del fiore, ma necessari.
Nasce con Exhumed Garden, collaborazione tra Sirah di Afterlife e Magda di ArsMacabra un racconto che, per la sua complessità, si deve servire di una combinazione di tecniche. Sul maestoso cranio di bos taurus (toro) si rafforzano l’un l’altra le tecniche di carving, inchiostro, pastello secco e foglia d’argento, dando origine sulla fronte dell’animale a un disco dinamico, un vortice che fa addentrare chi osserva. Un portale che si focalizza sulla decomposizione, facendo sbucare vermi al lavoro, intenti a ripulire labirinti d’ossa. Il buio che avvolge la scena contrasta perfettamente con la foglia d’argento che evidenzia il portale, delimitando i due mondi che entrano in dialogo.
Sono approcci diversi che necessitano di spazio di esplorazione e che non possono arrestarsi davanti a leggi di mercato. Anche la scomodità e il senso di grottesco che possono trasmettere pezzi come Exhumed Garden devono essere esplorati, guardati attentamente fino a perdersi in quella scomodità, per uscirne rinnovati e rigenerati. Il collettivo ha così deciso di realizzare un catalogo, omonimo dell’opera celebrata in questo articolo, per farti fare un viaggio magari poco confortevole, meno rassicurante rispetto agli altri che hai visto finora, ma che merita di essere raccontato e indagato.
Qui l’anteprima di un altro pezzo realizzato nella nuova direzione.
Approfondisci altre notività nel catalogo Exhumed Garden
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🪱GARDEN✨




