Alimentazione e “Cerchio dell’Etica”: alcune considerazioni

Una volta ebbi una discussione accesa con una persona appassionata di barbecue che però scriveva post di fuoco contro chi maltrattava cani e gatti. Smise di seguirmi e di acquistare da Debitum Naturae. E’ uno degli effetti di dire la verità. Verità e marketing non vanno molto d’accordo

 

Io sono il primo a dire che la coerenza sia una caratteristica sopravvalutata ma resta il fatto che amare un animale e mangiarne un altro è PRECISA scelta etica, legittima ma di di cui però dobbiamo accettare le conseguenze. . Si possono trovare mille giustificazioni e argomentazioni per giustificare tale scelta ma basta guardarsi intorno nel mondo per capire che sono tutte fragili e inconsitenti quelle che escludono alcuni animali per includerne altri. 

Inorridire (giustamente) per i maltrattamenti ad un gatto o ad un cane mentre ci si prepara a grigliare il capretto per Pasqua non può sollevare interrogativi.

Inorridire per Shenzen e mangiare un pollo è incoerente. 


Gioire per la chiusura degli allevamenti di cane da carne in korea (si c’erano allevamenti di cane da carne) e mangiare il coniglio o il maiale è incoerente.

 Persino quello che facciamo noi in Italia per altri paesi è riprovevole (il cavallo è quasi illegale in america, riprovevole in uk. Il bovino vietato in india. Il coniglio vietato in uk) 

E’ tutta una questione di „cerchio dell’etica“ e di quanto vogliamo estenderlo. Poi è legittimo scegliere i suoi limiti ma consapevoli delle implicazioni pratiche  morali che ha questa scelta.

 

Il concetto di “cerchio dell’etica” (moral circle) indica l’insieme degli esseri a cui riconosciamo considerazione morale: cioè chi riteniamo degno di tutela, rispetto o diritti. 

Ne parla Peter Singer in Etica Animale (che consiglio a tutti di recuperare)

Storicamente, questo cerchio si è progressivamente ampliato:

. inizialmente includeva solo ste stessi

.poi si esteso al proprio gruppo intimo (famiglia, tribù)

.successivamente altri esseri umani (abolizione della schiavitù, estensione dei diritti civili) 

. negli ultimi anni si è iniziato a chiedersi quanto e come estenderlo anche agli animali non umani dapprima d’affezione e poi tout court

 

Senza volerlo quest’articolo può correlarsi al precedente (che puoi recuperare: Plant Blindness) perchè SI interrogarsi sul cerchio dell’etica non significa diventare pericolosi estremisti o perdere di vista il fatto che OVVIAMENTE abbiamo e avremo sempre un impatto sull’ambiente che ci circonda e porteremo una certa dose di morte e sofferenze nel mondo ma significa comprendere i meccanismi morali che dovrebbero caratterizzarci in quanto specie che si ritiene „superiore“ e „dominante“ e provare ad estendere i confini di quel „cerchio“ in modo da trovare un posto nel mondo senza abusarne

                             Qui sotto puoi recuperare altri articoli sull’antispecismo 

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