I dettagli stanno scomparendo: tassonomia della fretta

Cura dei dettagli: Perché oggi sembra meno presente?

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Cosa c'è di nuovo nell'arte?

Sullo schermo, in parallelo, mentre sto abbozzando questo articolo, ci sono il foglio di testo sui cui sto scrivendo e un erbario inglese ottocentesco. In questa tavola ogni foglia ha venature sottili che si diramano fino a raggiungere il contorno esterno più spesso. Le radici e i fiori sono altrettanto dettagliati e spiccano sulla carta color crema, ormai invecchiata.  

Cerco di capire come oggi vengano trattati questi soggetti in pittura, in un secolo diverso, ricco di nuove opportunità tecniche, artistiche e nuovi meccanismi sociali ed economici.  

I soggetti botanici illustrati negli ultimi decenni, reperibili nei vari social, sono prevalentemente resi con colori piatti, racchiusi da una linea che vuole replicare un tratto spensierato, estemporaneo. Dei simboli che richiedono molto poco tempo per essere compresi, a differenza delle illustrazioni delle tavole ottocentesche, che necessitano un’attenzione maggiore di qualche secondo.  

Questa non vuole essere una celebrazione nostalgica del passato, ma un tentativo di analisi e comprensione di come si siano modificate le esigenze di chi usufruisce dell’arte.  

E soprattutto, per raccontare perché qui tendiamo ad andare in direzione ostinata e contraria.  

Quando la fotografia cambiò le priorità

La questione del tempo, importante come sempre, diventa essenziale anche in questo caso.

Le tavole illustrate di Elizabeth Twining e William Curtis, per citare degli esempi di spicco, sono state il risultato di settimane, mesi o addirittura anni di lavoro. I dettagli riportati derivavano da un’osservazione attenta di una pianta, di un insetto o di un animale, spesso direttamente in natura. L’obiettivo degli illustratori era riprodurre fedelmente quel soggetto visto dal vero per permettere ad altre persone di vedere con i propri occhi spettacoli naturali altrimenti di difficile accesso. La diffusione di queste illustrazioni scientifiche doveva essere accurata proprio per essere aderente alla realtà, per riportare dei dati oggettivi. Inizialmente, per sopperire all’assenza di qualcosa che avrebbe stravolto l’esperienza umana su questo pianeta, la fotografia, ma successivamente, quando la fedeltà al soggetto iniziò a non essere indispensabile, l’interpretazione dell’autore di immagini divenne essenziale.  

Cianotipia di Anne Atkins

La sola caratteristica che avrebbe potuto far scegliere a un committente un’illustrazione anziché una fotografia, divenne il tratto distintivo dell’artista. Il messaggio veicolato, la gamma di colori, le forme espressive diventarono qualcosa da ricercare per fuggire dalla realtà fotografica. E ovviamente, anche la leva economica iniziò a prendere posizione.  

Davanti a illustrazioni scientifiche è necessario impiegare del tempo per analizzarle. Ma siamo anche consapevoli che ci è possibile tornare ogni momento su quella riproduzione per studiarla maggiormente. Oggi, paradossalmente vista la maggiore disponibilità di fruizione di documenti comodamente dalle nostre case, non è così scontato rivedere qualcosa che ci interessa.  

Social e fame di informazioni rapide

L’obiettivo principale dei social è quello di farci vedere più contenuti possibili in breve tempo, così da non affaticarci. E così da trascorrere diversi minuti alla ricerca di un reel migliore del precedente. Perché quindi dovremmo fermarci a guardare un’immagine ricca di dettagli quando potremmo sentirci appagati dopo aver guardato qualcosa che richiede una comprensione immediata? 
Tornano utili così colori accesi, campiture piatte, linee semplici abbozzate, figure facilmente riconoscibili che parlano immediatamente al nostro cervello. E vien da sé che una fruizione così rapida richieda una quantità sempre maggiore di contenuti che l’artista deve creare per poter continuare a essere visibile. Il tempo materiale per poter creare deve essere ridotto all’osso per continuare a cavalcare l’onda, per essere sempre presente nella home con un contenuto fresco quando il nostro follower ideale accede, per la trentesima volta al giorno, nel suo profilo. 

Muoversi in questo modo è una strategia di mercato furba per poter galleggiare nel nostro sistema economico. Perché una serie di dettagli complessi, quasi da tavola botanica, non viene agganciata dal pollice veloce che scorre sullo schermo. Viaggiano su lunghezze diverse. Mentre un lettore ottocentesco nel suo momento dedicato allo studio, con le stampe preziose appoggiate sulle ginocchia, non doveva certo preoccuparsi di questo. Il pollice al massimo poteva essere umettato dalla saliva per girare pagina, una volta raccolti più dati possibili dalla pagina sulla quale aveva trascorso dei minuti.  

Qual è la nostra linea?

Queste sono considerazioni che non vogliono definire “migliore” o “peggiore” uno stile anziché un altro; sarebbe insensato e privo di utilità, oltre che a un giudizio soggettivo. Quindi, carta straccia. Per noi sono strumenti utili per raccontare le ragioni che portano i componenti del collettivo a operare in un determinato modo.  

Lavorando su una materia che un tempo ha vissuto, uno dei modi che il collettivo adotta per rendere giustizia è quello di dedicare del tempo a ricordarlo e renderlo quasi immortale. La ricerca delle ossa e dei resti richiede del tempo, così come la loro pulizia e preparazione a essere lavorati; quindi, sembra coerente usare delle tecniche più precise e lente anche per la decorazione.  

E il tempo, così facendo, lo si richiede anche a te che osservi l’opera. Soffermandoti sulla foto, sul reel o di persona davanti al pezzo lavorato, puoi cogliere ogni sfumatura, capendola. Un’esperienza collettiva che dona del tempo per ricordare chi non c’è più.  È il sistema opposto rispetto all’ecosistema dei social, che richiede immediatezza. Ogni artista ne è consapevole, utilizzando questi strumenti come mezzo per divulgare il proprio lavoro, il quale però cerca di opporre una minima resistenza, facendoti rallentare per comprendere al meglio ciò che viene realizzato.  

Non si intende screditare la semplificazione; alcuni grandi nel mondo dell’arte hanno reso immortale il loro operato puntando sulla semplificazione e sull’uso di simboli per veicolare un messaggio. Mondrian ha reso il suo lavoro inconfondibile proprio riducendo all’essenziale il mondo attorno a sé, tra linee e colori primari. Questo risultato lo ottenne però dopo uno studio elaborato. Respingiamo però le motivazioni che ad oggi portano alla scelta di semplificare. Per soddisfare requisiti economici e di tempo, di carenza di attenzione e di volontà di comprensione.  

Le opere che vedrai qui avranno sempre più livelli da approfondire e ti richiederanno qualche minuto in più, ma speriamo di stuzzicare sempre di più la tua curiosità e voglia di scoprire qualcosa di nuovo. Così come questo articolo sceglie di non essere una didascalia in Instagram, ma un piccolo approfondimento.  

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